Dalla parte delle Assistenti di volo, è un diario con le mie piccole esperienze curiose quotidiane sul lavoro.
Sale a bordo lui, il mitico signore di 60 anni.
“posso sedermi qui.. in prima fila?”
“come no!”
lo osservo.. mi faccio un po’ perplessa..
lui aggiunge: “ah! Meno male! eh no, sai, è che non posso piegare una gamba ed ho bisogno di spazio”
io: “ah! No no!! Allora no, questa è una fila di emergenza.. guardi alla fila 4 vedo un bel posto lungo il corridoio.. così mette la gamba offesa nel corridoio.. mi scusi eh! Grazie per la comprensione”
comprensione?
Un po’ perplesso si siede lì e comincia a borbottare, così non appena ho un attimo di tregua mi avvicino per spiegargli perché non può sedersi in una fila di emergenza.
A rispettare le regole di sicurezza dimostra di non essere interessato.. alle ragioni che hanno portato a delle regole, nemmeno.. ci provo in tutte le maniere.. “mi dispiace davvero, sa, la capisco, non è che non voglio, è proprio che non posso.. provo a spiegarglielo meglio..”
D’altra parte c’è un altro invalido a bordo.. ma siccome lui ha dichiarato le sue necessità, gli abbiamo riservato il posto in 2a fila.
Ma la gentilezza non paga mai a bordo.
Alla fine mi gioco l’ultima carta.. “guardi se io la faccio sedere lì, mi licenziano in tronco, è una cosa importante questa”..
Lui cerca qualcosa sulla mia giacca.
Io: “sta cercando il mio nome??? Mi chiamo silvia!”
Pax: “come?”
Io: “SIL-VIA. Mi chiamo SIL-VIA”
Non è ancora contento, così passa alle minacce “lo sa che io scriverò una lettera?”
Io: “prego, faccia pure, anzi, mi raccomando, lo faccia, a me mi danno un premio per aver perdurato nonostante tutto a far osservare le norme di sicurezza”
Oramai tutta la cabina seguiva la nostra discussione.
Così visto che eravamo pronti per chiudere le porte arriva il mio collega, il n°1 (non uno normale.. uno con le palle.. quello che definisco “colui che dice tutto quello che vorremmo dire e non abbiamo mai avuto il coraggio di dire”).. con lui durante il boarding ci si diverte veramente..
C: “allora! Qual è il problema qui?”
Pax: “eh la signorina non vuole farmi sedere in prima fila!”
C: “prego prego! Vada a sedercisi!!!”
Io: “ma…”
Pax: “ecco vedi! Io gliel’ho pure detto a lei che sono invalido al 75%.. al 75, eh!! e non voleva farmici sedere! Io sono in attesa di un’operazione a questa gamba! Non posso proprio piegarla”
C: “COOOOOSAAAA! LEI E’ INVALIDO?? NON PUO’ MUOVERE LA GAMBA?? MA ALLORA IO CHE CI STO A FARE A PERDERE TEMPO CON LEI!!! LEI RIMANE SEDUTO QUI DOVE HA DETTO LA MIA COLLEGA E NON SE NE DISCUTE PIU’!!!!” e se ne va via.
Io mi nascondo nella galley e scoppio a ridere. È un po’ brusco lui, chiamiamolo C, ma quante cose vere dice! ^_^
Durante il volo il tipo non sprizza di felicità ma tutto sommato se ne sta buono.. probabilmente ha capito. Ordina pure dal bar un paio di volte, C lo serve sempre con particolare gentilezza..
Mmmhhhhh
Tutta apparenza.
A una 20ina di minuti dall’atterraggio mentre passo accanto a lui, mi blocca e con calma inizia: “signorina, io è con lei che voglio parlare, non con il suo collega, perché è lei che mi ha fatto sedere qui”
Faccio un respiro profondo, ma giudico la sua calma come un passo avanti per capirmi.
Io: “e poi guardi, io non sono il supervisore di cabina, il supervisore è lui e se lui mi dice di fare una cosa, io la faccio e basta. Cmq funziona così.”
“lo sa che questa volta non le daranno un premio?”
io: ……………..?
pax: “lei non si rende conto di chi sono io?”
(un mistery passenger? Mmhhh no, è diventato troppo pesante per essere un tranello.. è solo un invalido ..mentale!)
pax: “perché io sono un invalido…..” e ricomincia con tutta la pappardella.
Io: “guardi, lei non ha informato NESSUNO della sua invalidità, altrimenti le avremmo riservato un posto a bordo.. d’altra parte l’aereo è pieno..”
Pax: “guardi che io la lettera la scrivo davvero”
Io: “ma sì, dai! Dico sul serio, così glielo spiega anche ryanair.. faccia questa prova”
Pax: “ma io ho comprato la priorità d’imbarco!!!! Ecco, la vede?”
Io: “ma io non lo metto in dubbio che lei l’ha comprata.. con quella ha diritto a salire a bordo tra i primi… non di pretendere di sedersi nelle file di emergenza”
Pax: “E POI VORREBBE DIRE CHE LORO! QUEGLI ALTRI CHE HA FATTO SEDERE IN PRIMA FILA SONO IN GRADO DI ASSISTERLA IN CASO DI EMERGENZA?”
Li guardo… “bè, sì!! Perché no!? Non si permetta di offenderli! Perché non dovrebbero essere in grado?”
Pax: “e poi cosa si crede!!! Io ho pagato il biglietto dell’aereo…”
Mmmhhh davvero?
Pax: “…e il biglietto per la valigia..”
Io: “MA TUTTI L’HANNO PAGATO, MICA SOLO LEI! E NON PER QUESTO PRETENDONO DI SEDERSI DOVE VOGLIONO!”
Pax: “ma io sono invalido!”
Stavo per dirgli: allora ora che lo sa, la prossima volta, quando prenota il biglietto lo faccia presente e noi predisponiamo il tutto per accogliere un invalido. Se le servono 2 o 3 sedili per la gamba, compra 2-3 biglietti e noi le riserviamo il posto per gli invalidi.
Ma non mi era possibile perché continuava a parlarmi sopra.
Al chè comincio a stancarmi: “MI DICA SOLO UNA COSA: C’È UNA POSSIBILITÀ CHE SE LE SPIEGO LE RAGIONI, LEI MI CAPISCA?”
Pax: “NO!”
Io: “……………………ah! ……………………no, sul serio…. C’è possibilità che lei ascolta ciò che voglio dirle?”
Pax: “NO”
Io: “E ALLORA SE PARLA SOLO LEI E IO NON RIESCO A DIRE NULLA, ME NE VADO, CHE CI STO A FARE QUI!!!”
Arriva C: “allora, cosa succede qui?”
Pax: “IO CON LA SUA COLLEGA NON CI POSSO PARLARE! E’ ACIDA! PERCHE’ E’ UNA DONNA E HA LE MESTRUAZIONI!”
Non l’ha detto come offesa pura, per giustificare il fatto che non m’aveva spaventato, ci credeva veramente. Cambio completamente faccia. Mi sciolgo in una fragorosa risata. Mi piego in due, non riesco più a contenermi. Ogni volta che ci ripenso mi viene da ridere.
Detto da una persona adulta e apparentemente curata..
C invece la prende seriamente e ne piazza un’altra: “MA LEEEIII NON SI DEVE PIU’ PERMETTERE DI DIRE QUESTE COSE ALLA MIA COLLEGAAA!!! HA CAPITO??? E QUI FINISCE LA STORIA!!!!”
Se ne va.
C: “silvia, hai davvero le mestruazioni?”
No! ^_^
Nel report che abbiamo scritto contro di lui, C scrive: “il pax affermava che silvia avesse le mestruazioni.. ma come fa a sostenerlo?”
Grazie passeggero per aver spezzato la noia! ^_^
Vicini all’atterraggio un pax si chiude in bagno.. passa del tempo.. poi si preoccupano e cominciano a chiedere se tutto va bene e ad ogni modo di uscire visto che manca poco all’atterraggio. Così il pax comincia a parlare e spiegare il motivo della sua prolungata presenza in bagno.
“è… è che… io… insomma.. avete delle forbici?”
“NO”
“per favoooreeeee”
“ma che ci deve fare??”
“io… io… ehm… devo tagliarmi le mutande!”
“perchéééé?”
“perché ..ci ho fatto la cacca dentro”
^_^
Un 11 settembre
Un pax sale e bordo (indubbiamente non spiccava per intelligenza) e vedendo che il volo era carico di suore, comincia a dare in escandescenze: “NOOOO LE SUORE PORTANO SFIGA!! IO CON LE SUORE NON CI VOLO! QUESTE C’HANNO UNA BOMBA A BORDO!”
Così siccome ci sono tutte le premesse per un esaltato.. 11 settembre.. bomba.. pax con occhi spalancati.. il capitano ordina di fare una “sterile search”.
1 ora e mezza di caos a far alzare tutti.. riconoscere i propri bagagli.. scendere.. risalire..
al pax ad ogni modo è stato negato di volare.
Abbasso lo sguardo quando si avvicina a me. Commento nella mia mente e mi viene da sorridere. Speriamo che non pensi che il mio sia un sorrisino di ammiccamento.
“hi babe!”
babe??
lo ha pensato.
(“hi lov”)
Il suo amico è come lui, solo secco e con la camicia abbottonata. Ricoperto di tatuaggi come descritti precedentemente.
Ad un certo punto del viaggio.. DING.. vado lì.. “avresti mica un po’ di ghiaccio?”
Guardo la mia collega da lontano: “abbiamo ghiaccio?” mi fa cenno di no.
“no, sorry”
passano 5 minuti.. DING
rivado. “ha del ghiaccio?”
“ehmm.. sempre che no! ……….tutto a posto? You sure???”
quello con la camicia aperta era mano sul cuore e l’altra mano sulla faccia che si tamponava il sudore conun fazzoletto. Pallido.. teso..
“mmmhhh secondo me non sta tanto bene.. perché non si viene a sedere dietro?”
così me lo porto dietro.. gli mando l’aria addosso.. gli do acqua gelida.. si tampona.. oramai in faccia e sul corpo è tutto pezzettini di carta frantumati.
Ma fa ancora ironia ^_^ carino
Io mi metto lì tutto il viaggio ad assisterlo. “lo dico al capitano, facciamo atterrare l’aereo all’aeroporto più vicino, ok?”
No, no
“allora ti do una bombola d’ossigeno”
no, no
“daaiii ti preegooo, non farmi cosìì”
non voglio un morto sulla coscienza.
no, rifiuta ogni aiuto
“non ti preoccupare, non muoio… non muoio qui in aereo… muoio in aeroporto!”
^_^
“ahahahha, ma io non voglio che tu muoia proprio!”
onestamente pensavo proprio che l’avrei perso in aereo!
l’amico: “quanto ci manca all’atterraggio?”
guardo l’orologio pensierosa: “….eehhh purtroppo un’oretta ancora”
l’amico all’hawaiano: “dai, stringi i denti, ha detto che atterriamo tra 20 minuti!” ^_^
……….
Apre e chiude la mano sx e dice: “va meglio, vedi? Ora posso aprire e chiudere la mano”
Che bel progresso…! -_-
“e quanto manca ora all’atterraggio?”
“ehh ancora una mezz’oretta”
“hai sentito che ha detto? DIECI minuti, DIECI!” ^_^
non so come sia andata in aeroporto, ma dall’aereo è sceso con i suoi piedi.
Un giorno mi si presenta a bordo un signore obeso. Molto scouser nel suo essere. Cioè magna, ubriacati, resta ignorante. E come tutti gli inglesi, deve sedersi a tutti costi nelle overwings (chi legge il mio forum sa che non tutti possono sedersi lì). Io mi sento male a dirgli che non può sedersi lì perché è troppo grasso e intralcia il traffico. Lui mi chiede l’”extension belt”, cioè una prolunga per la cintura. Gli dico che non posso dargliela per quella fila. Di spostarsi non se ne parla proprio. Lui la prende sportivamente. Chiama a raccolta gli amici con i quali viaggiava e tra le risate generali (mie incluse) tutti insieme riescono ad agganciargliela. Qualcosa tipo: “dai… dai! Trattieni il fiato! Alzati la trippa! Su-su-su-su”
Cintura allacciata! ^__^
Si merita di restare lì.
Chinandomi leggermente su di lui mi accorgo che ha una grande cicatrice sul collo. Distolgo subito lo sguardo e penso: “poraccio.. praticamente gli si è staccata la testa e gliel’hanno rincollata”. Povero… forse per questo è obeso: dopo aver visto la morte da vicino, ha deciso di non perdersi più nessun piacere della vita..
Durante il viaggio, ogni volta che passavo mi diceva che voleva sposarmi, ma va bè.
Comunque spiritoso.
Due giorni dopo me lo ritrovo ancora su un mio volo. Stessa storia: overwings.. amici che lo aiutano ad allacciare.. un’unica differenza… guardo meglio la cicatrice mostruosa lungo tutto il collo:
E’
UN
TATUAGGIO
Non ho mai visto niente di così orrendo.
Sembrava frankenstein.
Cosa significa invece TA?
Semplicemente”grazie”.
E’ dialetto scouser (ma non necessariamente scouser) ;-)
Cosa significa “scouser”?
Semplicemente “abitante di Liverpool”.
Praticamente, Liverpoollese in liverpoollese.
Ma liverpoollese non esiste.
Liverpudlian nell’inglese standard, ma da quando vivo qui, non l’ho MAI sentito dire, nemmeno MAI letto.
Scouser, solo scouser.
Tremendamente scouser.
A detta di tutti i britannici, il dialetto più difficile di tutta UK.
Confermo.
TA insieme con TARA (accento sulla A – significa grazie, arrivederci), parole dialettali, pertanto confidenziali. Eppure le ho dovute imparare perché.. chiunque saluta così, puoi essere un’elegante assistente di volo.. un‘emerita sconosciuta.. una straniera al primo giorno in UK.. possono essere loro all’estero.. poco importa, loro salutano così tutti. Se non capisci… è un problema tuo.
I pax scendono dall’aereo.. li saluto con TARA. Io mi sento strana, loro non ci fanno nemmeno caso.
- bella la capitale dell’Italia, Madrid!
- Isn’t Austrialia just over Italy?
- No, that one is
- Aren’t Austria and Australia the same thing?
- Che aria fredda qui a Oslo! Ma la Norvegia non è affianco alla Francia?
- Stai scherzando, vero?
- No, scusa, non sono molto ferrata in geografia..
- il deserto del sahara?
- Sì, per dire, dal caldo torrido al freddo polare..
- Il deserto del sahara è quello che sta negli USA…
- …………………….Sì, è come dici tu
- dove si trova esattamente il kurdistan?
- ku-cosa?
- kurdistan
- kazachistan? non li conosco bene i paesi africani
un pax chiede da Bergamo quanto ci vuole per arrivare a Roma
lei, la mia collega: ma nooo, pocooo
io: ????? o_O
me ne tiro fuori, rischio di sbottare a ridere, di offenderla e poi… non ho voglia di essere disturbata
lei: che sarà? Massimo un’oretta, dico bene Silvia?
Devo rispondere? Guardi, veramente è dall’altra parte dell’Italia, metta in conto 7 ore
e questo è quando si sentono sicure e parlano.. figuriamoci quando stanno zitte!
Volo transatlantico Roma (credo) - New York. Questo mio amico si prende dei calmanti perché ha paura dell'aereo. Il volo però è lungo, fa i calcoli male e l'effetto dei calmanti svanisce. Inizia a sudare. Sbrocca. Si alza e va dalla hostess:
"Voglio scendere"
"...come scusi?"
"Voglio scendere. Dovete farmi scendere"
"Ma, signore, è impossibile..."
Si altera: "Voi dovete farmi scendere! Io ho pagato il biglietto! E' un mio diritto!"
"Ma signore, siamo sull'oceano..."
quando ha realizzato cos’ha chiesto si è un po’ vergognato, ma lì per lì era completamente nel pallone.
Camminavo per il corridoio. Mi blocco davanti a lui. Lo guardo. Lui non si lamenta di niente. M’ha fatto una tenerezza..
“no, love, come with me!”
mi prendo la responsabilità, ma tu ti siedi alle overwings, non c’entri proprio lì! Che viaggio è, fatto in quelle condizioni. Poteva sembrare come un adulto seduto alle sedioline dei bambini dell’asilo. ^_^
lui caruccio: “nooo nooo non ti preoccupare”
“ma non puoi passare 3 ore in quel modo! ti è precluso qualsiasi minimo movimento!”
lui sorride: “non ti preoccupare”
ci penso un attimo: “ma no, no, con la tua gamba bloccata nel corridoio non ci passo nemmeno con i trolley. No! Seguimi!”
Si alza un mostro gigante. Pure un bel ragazzo, ma.. la mia collega, bella alta, lì vicino improvvisamente sembra una bambinetta.. non oso immaginare che effetto diamo io e lui mentre me lo porto a spasso. Poi si era affezionato a me e mi chiamava sempre, non ho capito perché, si alzava, veniva da me, parlava sottovoce all’orecchio e pertanto piegato in due.. gli sarò arrivata non molto più del gomito.. notavo che lui deve stare attento che se inciampa in qualcosa si cieca con gli sportelli dei portabagagli aperti.. deve stare attento a non smontarmi le insegne EXIT appese al soffitto.. mentre faceva la fila al bagno, visto che c’è un piccolo controsoffitto in quella zona, attendeva con la schiena tutta ingobbita.
Il nostro gigante buono.
Ma loro si alzano perché.. boh, hanno fretta. Forse non sanno che cmq nell’arco di massimo 5 minuti abbiamo fatto uscire tutti.
Quella volta si erano alzati TUTTI. Dopo il tono imperioso via interfono più volte, ci siamo alzate e siamo corse in cabina a gridare di sedersi.. a spingerli fisicamente nelle sedie, a sbattere i portabagagli già aperti con la roba in bilico che stava per cadere.. quando davanti ai miei occhi… ad una curva dell’aereo… la signora impreparata… cade per terra come una pera cotta.
Mi guarda fissa.
Non l’aiuto ad alzarsi.
Cerco di non manifestare il mio brivido di piacere..
Infondo bastava ascoltarci..